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Finanza e poesia in epoca di pandemia.

Tutti noi stiamo facendo i conti con la paura, la paura di un virus che si è trasformato in pandemia.

Non ci stringiamo più la mano, nessun abbraccio, nessun bacio, rigorosamente 1 metro l’uno dall’altro; la clausura è diventata condizione necessaria, ci si sente per call, nessun confronto umano se non con i familiari di casa.

Ricordi il mio articolo sul Fiore di Loto? Ti ho parlato della crisi secondo Einstein, partendo dalla domanda di tutti Voi: “Vale siamo davanti a un periodo di crisi?” All’epoca non conoscevo la risposta, oggi ti rispondo con certezza: Sì! Nell’articolo ti facevo una promessa, tuttora valida, anzi ora più che mai!

AFFRONTEREMO INSIEME LA SFIDA, LOTTANDO E SUPERANDOLA!

Quanto la vita di tutti noi è molto cambiata! (dalla pubblicazione di quell’articolo ad oggi, sono passati appena 15 gg!) La strategia è sempre la stessa: sfruttiamo le perdite di borsa a nostro vantaggio! Questa, come tutte le altre crisi che l’hanno preceduta, PASSERÀ!

Desidero dedicarti un post che ho letto su facebook la scorsa settimana e che mi ha veramente emozionata! Non ti nascondo che avrei tanto voluto essere io l’autrice di questo incredibile testo letterario, le parole usate, l’emotività che traspare, magia allo stato puro. Siamo nel 2030.

coronavirus-italia

“Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.

Ma la primavera non sapeva nulla.

Ed i fiori continuavano a sbocciare

Ed il sole a splendere

E tornavano le rondini

E il cielo si colorava di rosa e di blu

La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni

Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse

Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite

E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette

Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa

Dopo poco chiusero tutto

Anche gli uffici

L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini

Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali

E la gente si ammalava

Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire

Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria

I nonni le famiglie e anche i giovani

Allora la paura diventò reale

E le giornate sembravano tutte uguali

Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire

Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme

Di scrivere lasciando libera l’immaginazione

Di leggere volando con la fantasia

Ci fu chi imparò una nuova lingua

Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi

Chi capì di amare davvero separato dalla vita

Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza

Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti

Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico

Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno

Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri

L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi

E l’economia andare a picco

Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti

E poi arrivò il giorno della liberazione

Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita

E che il virus aveva perso

Che gli italiani tutti insieme avevano vinto

E allora uscimmo per strada

Con le lacrime agli occhi

Senza mascherine e guanti

Abbracciando il nostro vicino

Come fosse nostro fratello

E fu allora che arrivò l’estate

Perché la primavera non lo sapeva

Ed aveva continuato ad esserci

Nonostante tutto

Nonostante il virus

Nonostante la paura

Nonostante la morte

Perché la primavera non lo sapeva

Ed insegnò a tutti

La forza della vita

IRENE VELLA

Bandiera-italiana

#IORESTOACASA #IOTISONOVICINA

#VUOI PROTEGGERE I TUOI RISPARMI? RESTA A CASA ANCHE TU!

Il Coronavirus certamente ha una sua data di scadenza, affinchè quest’ultima si avvicini nel tempo e l’epidemia sia più breve, credo sia fondamentale per tutti noi rispettare le disposizioni e seguire le regole!

Ti abbraccio forte,

Valentina

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