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E se perdessimo il nostro patrimonio?

Le decisioni sbagliate ci fanno perdere soldi.

Rischiano di mettere a repentaglio il nostro patrimonio e non ci permettono di garantire il giusto benessere alla nostra famiglia e alla nostra impresa.

Venditti ci direbbe che “quando pensi che sia finita, è proprio allora che comincia la salita”.

E La vita, purché prendiamo le decisioni giuste, sa essere veramente una fantastica storia.

Oggi parliamo di quella di Mario (nome di fantasia, storia vera), che ho incontrato qualche giorno fa.

Avrei potuto ascoltarlo per ore, tanto mi ha affascinato la sua compostezza.

Mario, nelle sue decisioni, ha visto lo spartiacque tra una vita serena e una d’inferno.

Ed eccolo qua, lo sliding door.

Ma prima facciamo insieme un passo indietro.

Il padre di Mario si chiama Nicola e rappresenta l’emblema dell’imprenditore di successo.

Nell’immediato dopoguerra fonda non una, ma ben due aziende top, ha talento, lavora come un matto; il suo patrimonio è veramente molto importante.

Nicola nella sua carriera fa tante scelte giuste per garantire la serenità alla sua famiglia, ma ne sbaglia una che si rivelerà fatale: il suo socio.

Siamo nel 1978, anno dell’elezione di Papa Wojtyla, del rapimento di Aldo Moro, dell’omicidio di Peppino Impastato; Mario ha 25 anni e purtroppo suo padre Nicola viene a mancare.

Mario, sposato da poco, è padre di una figlia piccola e sua moglie Loretta aspetta il suo secondogenito.

Nel primo CDA dopo la morte del padre, il socio di Nicola esordisce dicendo: “Da quando sono ammessi i bambini ai CDA?”.

A Mario si gela il sangue, capisce che la strada da percorrere è tutto tranne che in discesa.

Comprende chiaramente che il patrimonio del padre, oggi il suo, è a rischio.

Perché a 25 anni non hai la più pallida idea di come si gestisce un patrimonio; e per quanto tu abbia lavorato nelle aziende di famiglia, ti manca l’esperienza necessaria.

È terribilmente preoccupato per il futuro economico della sua famiglia.

Con la voce rotta mi dice: ” Vale, in quel momento ho capito. Ero giovane, con una famiglia da mantenere. Mi sono reso conto che al primo passo falso mi sarei trovato sul lastrico perché il socio di mio padre ci avrebbe messo lo zampino”.

Una sola decisione sbagliata avrebbe compromesso il suo benessere futuro.

Rischiava di vedere dilapidato il patrimonio che suo padre aveva costruito con fatica e impegno.

Il suo sliding door arriva da una chiacchierata con un collaboratore di suo padre, che gli dà il consiglio più prezioso. Non tanto in relazione al cosa quanto a con chi prendere le decisioni future.

Mario stesso mi parla di questo momento come del suo spartiacque.

La storia non finisce qui ma credo opportuno fare insieme un ragionamento.

Perché la storia di Mario è la storia di tutti noi.

Perché come suo padre spesso rifuggiamo l’idea di pianificare il “dopo di noi”, ma è nostro dovere capirne la necessità per la tutela del nostro patrimonio.

Perché con i soci si può litigare, siano amici, fratelli, sorelle, dei finanziatori.

E Mario, il socio, nemmeno se lo era scelto.

È fondamentale capire con chi condividere le nostre scelte, perché ogni nostra decisione è uno sliding door tra una vita serena e una d’inferno.

La prossima settimana ti racconterò di due monti, ma nessuna bellissima montagna innevata purtroppo.

Se come Mario vuoi valutare se posso essere il tuo chi con il quale condividere le tue decisioni future, possiamo sentirci per una prima consulenza telefonica per capire insieme quali porte desideriamo aprire, quale è lo sliding door adatto a te.

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Valentina

La consulente finanziaria ad alto tasso ritmico.

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